Lo sbiancamento denti professionale

Ci sono diversi motivi per cui i denti si macchiano, come il bere caffeina oppure assumere alcuni farmaci, e quando ciò accade essi perdono la loro tonalità e brillantezza. Per farli tornare bianchi, si può optare per lo sbiancamento professionale.

In che cosa consiste?

Lo sbiancamento professionale, chiamato anche bleaching, deve essere effettuato sotto la supervisione del dentista, con delle concentrazioni di un principio attivo. Prima di procedere, il dentista esegue una pulizia dentale, per rimuovere placche, tartaro e pigmentazioni esterne. Spesso, i dentisti usano la tecnica dell’air polishing, ovvero erogano, con l’apposito strumento, un getto di aria, acqua e bicarbonato di sodio.

Per rendere più bianchi i denti, vengono usati degli agenti chimici sbiancanti, più o meno potenziati da lampade specifiche che si usano per favorirne la profondità. I più usati sono:

  • il gel a base di perossido di idrogeno al 38 %, che viene applicato sulla superficie dei denti, da due a quattro volte, da quindici minuti ciascuna, che si possono effettuare in più di una seduta;

  • il gel a base di perossido di carbammide del 45 %, posto sui denti con l’ausilio di particolari mascherine personalizzate, che devono essere tenuta sulla zona applicata per circa mezz’ora.

Sui denti non vitali (devitalizzati o necrotici), si usa un gel a base di perossido di idrogeno al 35 %, inserito direttamente all’interno dei denti che si vogliono sbiancare. Si applica poi un’otturazione provvisoria e, trascorsi due o tre giorni, il paziente deve tornare dal dentista che valuterà se toglierla o lasciarla ancora per qualche giorno.

Per evitare degli eventuali effetti indesiderati, come la sensibilità gengivale, e mettere il più possibile il paziente a suo agio, il dentista usa dei presidi medici sulle gengive, sulle labbra e sulla lingua. Alla fine del trattamento, si possono presentare delle leggere gengiviti, che regrediscono nel giro di ventiquattro o quarantotto ore.

Se sono presenti dei problemi, come carie o gengiviti, il dentista deve risolverli, prima di procedere con lo sbiancamento. Quest’ultimo è sconsiglia alle donne incinte o che allattano, e ai ragazzi al di sotto dei quattordici anni.

Tempistiche e costi

Generalmente, il tempo dipende da quanto si vuole (o si può) sbiancare i denti, e varia dai quaranta ai sessanta minuti. Questo trattamento dovrebbe essere eseguito periodicamente ogni sei o dodici mesi. Il suo costo può variare dai trecento ai seicento euro. Lo sbiancamento dei denti è un ottimo rimedio, se ci si rivolge ad un dentista con esperienza e si ha una buona dose di pazienza.