Il dente del giudizio

I denti del giudizio sono spesso associati al dolore e al mal di denti, ma non sempre è così. In alcune persone spuntano precocemente mentre in altre in tarda età, non sempre provocando problemi e fastidi. A volte però è necessario intervenire asportando i denti del giudizio, soprattutto se storti o se fuoriusciti soltanto in parte, causando in molti casi problemi gengivali anche piuttosto intensi.

Che cosa sono i denti del giudizio

I denti del giudizio rappresentano l’ultima parte della dentatura, che si manifesta solitamente entro i 25-27 anni d’età, ma non è raro che fuoriescano anche dopo i 40 anni. Comunque difficilmente compaiono prima dei 17-18 anni d’età. Sono in tutto quattro, uno per ogni lato dell’arcata dentaria, chiamati anche terzi molari o ottavi. Sono dovuti alla nostra storia evolutiva, dove rispondevano alla necessità di masticare cibi crudi o difficili, come la carne e le radici.

Oggi la loro funzione si è persa nei tempi ma purtroppo i denti del giudizio continuano a emergere. Normalmente riescono a sfondare la parete gengivale e a trovare il loro spazio naturale, ma non sempre ciò accadde. In alcuni casi rimangono intrappolati all’interno delle gengive oppure, per mancanza di spazio, finiscono per sbattere contro gli altri denti. Se rimangono a stretto contatto con l’osso mandibolare possono provocare dolore e causare anche infezioni, motivo per il quale può risultare necessario rimuoverli definitivamente.

Sintomi: come capire quando escono

I sintomi della fuoriuscita dei denti del giudizio spesso sono rappresentati dalla comparsa di dolori, o comunque di un forte fastidio localizzato. Per capire se siano spuntati oppure no basta un controllo visivo, magari aiutandosi con un piccolo specchietto.

Il modo migliore per capire quando i denti del giudizio sono usciti è recarsi da un dentista, effettuando una tac o un esame radiografico della mandibola. Altri sintomi che accompagnano l’uscita dei denti del giudizio sono la presenza di sangue nelle gengive, leggeri gonfiori e dolori all’orecchio o durante la masticazione.

Estrazione del dente del giudizio

L’estrazione del dente del giudizio non è una regola, ma è una decisione che deve essere presa dal dentista in base ad alcuni fattori. Se i denti del giudizio escono e trovano spazio, non procurando alcun dolore non devono essere asportati. Se invece il dentista verifica che non ci sia abbastanza spazio, oppure che il paziente lamenti dolori e fastidi o che sia presente un’infezione, allora potrebbe essere necessario rimuoverli con un intervento di chirurgia dentale.

Si tratta di un’operazione che può avvenire in anestesia locale non sedativa, soprattutto nel caso vengano estratti uno alla volta, oppure in anestesia sedativa o generale. Questo si verifica specialmente quando vengono rimossi in blocco, due a due o direttamente tutti e quattro. Normalmente i dentisti usano tre tecniche differenti, la leva, con la quale asportano il dente rapidamente attraverso l’uso di una pinza, le frese rotanti, con le quali tagliano tutto l’osso dentale o la chirurgia sonica, che consente di tagliare tutti i tessuti con estrema precisione.

Complicazioni e controindicazioni

Estrarre i denti del giudizio può portare a delle controindicazioni, soprattutto nel caso che rimanga nelle tasche gengivali una piccolissima parte dell’osso alveolare o dei legamenti ossei. Tra le complicazioni più comuni ci sono le infezioni, le lesioni agli altri denti più prossimi come scheggiature o fratture, i danneggiamenti ai nervi e l’aumento della sensibilità dentale. I denti del giudizio non sempre devono essere asportati, soprattutto se fuoriescono completamente e trovano abbastanza spazio all’interno dell’arcata dentaria. In caso contrario o qualora rimanessero incastrati all’interno delle gengive risulta necessario eliminarli, rivolgendosi a un dentista esperto che provvederà alla loro rimozione.